Conferenza di Andrea Bertaglio, aosta

Nel corso della Conferenza verrà presentato il libro < Scorie Nucleari > di Bertaglio e Pallante.   Qui di seguito la Recensione del libro ( tratta dal sito “il Cambiamento”)

(…) In Italia …ci sono treni carichi di scorie nucleari che vanno su e giù per l’Europa, rifiuti radioattivi stipati a pochi metri da fiumi ed importanti falde acquifere, depositi e scarichi di sostanze radioattive senza nessun controllo; ma anche basi militari con dozzine di testate nucleari e poligoni in cui, in Sardegna, si testano armi all’uranio impoverito, portando ben il 65% dei pastori delle zone circostanti ad avere la leucemia.

Nella terza ed ultima parte del libro … si cercano delle soluzioni per uscire da un sistema, quello della crescita infinita, che non può che portarci ad avere problemi.

“La politica e l’informazione ci distraggono dalle vere situazioni di allarme, generando paure assai meno fondate”, scrivono Bertaglio e Pallante:
“Dovremmo essere terrorizzati, ad esempio, all’idea di prendere un aereo o una metropolitana a causa del terrorismo, ma non al pensiero di avere depositi di rifiuti radioattivi in zone a rischio alluvione o sismico, o addirittura a cielo aperto nella quasi assenza di controlli; e neppure all’idea che il nostro Paese, denuclearizzato sia a livello civile che militare, ospiti armamenti stranieri che, potenzialmente, sono centinaia di volte più distruttivi delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki”.

Che cos’è il nucleare se non il continuo tentativo di portarci a consumare sempre più energia?

Le situazioni riportate in questo libro, dai problemi legati alle scorie radioattive alla presenza militare americana nel nostro Paese, sono dovute o si possono ricollegare direttamente o indirettamente all’anacronistica convinzione che sia necessaria una crescita economica e industriale illimitata per sostenere il Paese.
Ma non si può pensare di consumare una quantità infinita di risorse quando la loro disponibilità è invece limitata.

In Scorie radioattive, dunque, si sottolinea il fatto che solo senza il nucleare ci si potrà svegliare prima dall’incantesimo della crescita illimitata, e che “la costante necessità del nostro sistema economico di avere sempre più energia a disposizione, e risorse da utilizzare (e sprecare) produce guerre che rendono necessarie le armi e le basi militari presenti sul nostro territorio”.

Ci si pone così una domanda che porta ad una semplice riflessione: “Che cos’è il nucleare se non il continuo tentativo di portarci a consumare sempre più energia, invece di risparmiarla o usarla in modo più efficiente?”.

… Se non altro perché la crisi sociale, ambientale ed economica che stiamo vivendo in questo momento storico, che lo si voglia o no, ci stanno già imponendo di farlo.

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